L'interrogatorio di garanzia e il diritto alla difesa: la recente Pronuncia delle Sezioni Unite

L'interrogatorio di garanzia e il diritto alla difesa: la recente Pronuncia delle Sezioni Unite

 La diversa interpretazione, sorta in merito alla necessità di procedere all’interrogatorio di garanzia in caso di applicazione della misura cautelare applicata dal Tribunale del riesame, a norma dell’art. 310 del codice di procedura penale, ha generato l’esigenza dell’intervento interpretativo delle Sezioni Unite.

Il ruolo dell’interrogatorio di garanzia

L’interrogatorio di garanzia rappresenta uno degli istituti del diritto processuale penale, volti all’attuazione del diritto di difesa, tutelato dalla stessa Carta Costituzionale.

Esso costituisce, principalmente, il primo momento di incontro fra il Giudice ed il soggetto sottoposto a misura cautelare: In tale sede, il Giudice ha il compito di valutare la permanenza delle condizioni di applicabilità della misura, ovverosia delle esigenze cautelari e dei gravi indizi di colpevolezza, allo scopo di corroborare o indebolire i presupposti posti alla base dell’applicazione stessa.

Gli orientamenti giurisprudenziali

Il contrasto verteva sulla possibilità di equiparare la celebrazione dell’udienza d’appello cautelare ad un giudizio a cognizione piena e la conseguente necessità di dar luogo all’interrogatorio di garanzia. Un primo orientamento sosteneva la superfluità dell’interrogatorio stesso in quanto, un eventuale provvedimento di applicazione di una misura cautelare coercitiva, emesso in sede di appello cautelare, sarebbe stato necessariamente preceduto dall’instaurazione di un contraddittorio cosiddetto “pieno”.

Altra parte della giurisprudenza di legittimità affermava l’imprescindibilità dell’istituto che ci occupa, salvo che non sia già iniziato il dibattimento, evidenziando come l’interrogatorio di garanzia non possa essere sostituito dalla possibilità di rendere dichiarazioni spontanee nell’ambito dell’udienza di discussione dell’appello cautelare.

Conclusioni

La Corte di Cassazione, con la sentenza in commento, ha ribadito la validità del primo orientamento, stabilendo il principio secondo cui “in caso di applicazione di una misura cautelare coercitiva da parte del tribunale del riesame in accoglimento dell’appello del pubblico ministero avverso la decisione di rigetto del giudice delle indagini preliminari non è necessario procedere all’interrogatorio di garanzia a pena di inefficacia della misura suddetta”.

Le perplessità sorte alla luce della riportata pronuncia [sentenza n. 17274 del 2020], la quale si propone di risolvere l’indicato contrasto giurisprudenziale, non sono prive di fondamento.

Se si afferma che l’obiettivo cardine dell’interrogatorio di garanzia è quello di consentire alla persona, sottoposta a misura coercitiva, l’attuazione di un contraddittorio “differito”, è possibile asserire, altresì, che il contraddittorio instaurato in sede di appello cautelare non può essere definito “pieno”.

Le Sezioni Unite, su tali argomentazioni, affermano con fermezza come, nell’ipotesi in esame, sussista un vero e proprio contraddittorio tra le parti, a fronte dell’ordinario iter di applicazione in una misura cautelare, il quale avviene inaudita altera parte.

La disciplina del riesame delle ordinanze che dispongono una misura coercitiva è stata modificata con l’entrata in vigore della Legge 47/2015, la quale ha notevolmente ampliato la partecipazione dell’indagato al giudizio de libertate, garantendo, a quest’ultimo, maggiori tutele.

Il comma 6 dell’art. 309 c.p.p. offre la possibilità di comparire personalmente in udienza, attuando il contraddittorio fra le parti, attraverso un confronto pressoché diretto.

In quest’ottica, il mancato espletamento dell’interrogatorio di garanzia non incide direttamente sul patrimonio difensivo della persona sottoposta alle indagini, in quanto l’ordinamento garantisce l’espletamento del diritto alla difesa attraverso una pluralità di strumenti difensivi diversi, ritenuti dalla Cassazione ugualmente efficaci.

Avv. Eugenia GUAZZIERI